Belin! Alla faccia del trovar lungo. La scelta della via di oggi è di lore, ma a fare le spese di questa insana idea non sono solo; ci raggiungono il christian e l'ettore, direttamente da Berghèm de hota al Bar delle Placche. La placconata di Cima alle Coste è bellissima, e in mezzo alle decine di vie moderne di difficoltà abbordabili e chiodatura plaisir......la nostra è l'unica che non presenta queste caratteristiche, passando in centro parete e con chiodatura tradizionale, che persino rabanser definisce "arrampicata impegnativa, in parte difficilmente proteggibile, consigliabile perciò ad arrampicatori ben preparati". Alla macchina leggiamo questa frase, e lo sguardo tra di noi è di quelli che non hanno bisogno di parole. Nemmeno il sorrisino ironico del christian, che dall'alto della sua esperienza, sa già cosa ci aspetta. Dopo numerose contrattazioni sulla linea giusta da seguire, parte il christian che dopo un pò di metri comincia a tirar giù moduli CID già compilati in loco delle usuali imprecazioni. E questo tiro è dato V+/VI-.... Secondo tiro, prima protezione (un pressione, mica chissà che!) a dieci metri e passo difficile prima di moschettonare; lore rimpiange quei 7 cm di altezza in più che qui farebbero tanto comodo...qualche metro, traverso a sx, di nuovo dritti, e passo impegnativo di dita con il chiodo (buono...?) 4 metri più in basso.....ettore passa dopo aver studiato un bel pò, lore è iscritto al cepu e al posto che seguire la via facile, si sposta mezzo metro a sinistra e rende tutto ancora più complicato. Non vola, ma forse vorrebbe farlo per togliersi d'impaccio e abbandonarsi al suo destino. Poco sopra su due pressione inventa la libera, passa ma quando ha in mano la presa d'uscita, un cecchino gli spara. Sul terzo tiro, ettore apprende l'uso del cliff su un passo precario; VII o A3 secondo filippi e rabanser, VII+ e basta secondo ga che in giornata di grande spolvero ha ragione dell'ostico passo nonostante il blocco tenuto per uscire decida al solo contatto di posizionarsi una cinquantina di metri più in basso. “Vabbè, dai, il più è fatto!“....disse qualcuno. E invece, la salita inizia ora! Buttiamo praticamente via la relazione, tanto fessure e diedri segnati non esistono, la “fessura difficile” è in realtà un pilastrino, la “lama instabile” forse proprio per la sua instabilità non si presenta in loco; l'unica cosa che coincide sono le difficoltà, VI un pò ovunque, placche difficili da proteggere e corrispondenti run-out da paura....decisamente vietato volare! Se ne accorgono prima ettore poi lore, quando su un tiro di 30 metri, passano un chiodo e poi arrivano dritti dritti in sosta con sette-otto neuroni appesi al caschetto. Con la corda dall'alto non si capisce bene, così Ga ci tiene a vedere anche lui quindici metri di lasco prima di riuscire a piazzare un friend, e la via lo accontenta già al tiro successivo. Christian nel frattempo è passato allo stato solido grazie al freddo...partiti con un caldo becero, alle due senza giacca, diciamo così, “faceva freschino”. Via grandiosa e dal tracciato coraggioso ed elegante, nel cuore dell'enorme placconata con soli 9 chiodi a pressione. Impressionante e difficile, passi impegnativi anche parecchio distanti dalle protezioni, ingaggio notevole, mentalmente un vero viaggio....insomma una grande soddisfazione, e con una compagnia da 5 stelle!
Data: marzo 2010

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Cima alle Coste (via Direttissima Giordani)